Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori.Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

 


AUTONOMIA REGIONALE DIFFERENZIATA: ITALIA SPEZZATA IN DUE

Sull'autonomia regionale differenziata - che peraltro ha subito ieri una battuta d'arresto - e i rischi per il Sud, in particolare per la scuola, Roberto Calienno ha espresso i suoi convincimenti nell'intervista pubblicata oggi da "Il Nuovo Quotidiano di Lecce" ("Scuola a due velocità. La fuga dei docenti penalizza il meridione").

Il segretario generale Cisl Scuola Puglia conferma "I dubbi restano" e sottolinea "Qui non stiamo parlando di un decentramento amministrativo, bensì di un processo che può portare solo ad una devoluzione".
Con chiarezza sviluppa il suo ragionamento in merito all'identità cultuirale dell'Italia, alla sua unitarietà e indivisibilità, sulla indispensabilità di una formazione per i giovani uguale per tutti, prmessa indispensabile al mantenimento dell'identità culturale del Paese.
Al contrario, poi, spiega cosa significherebbe regionalizzare l'istruzione, contestualizzarne i percorsi; cosa peraltro già stabilita con la vigente Legge sull'autonomia scolastica "che prevede curvature rispetto alla mission del territorio, ai fabbisogni del mondo del lavoro".
Ribadisce "Dal nostro punto di vista questa autonomia differenziata pone più che altro rischi e meno opportunità".
Rischi per il Sud, per la Scuola, da un percorso che prevederebbe "i futuri docenti e i futuri dirigenti dipendenti dalle Regioni; di gestire i concorsi a livello regionale che - rimarca - credo sia pura follia".
Puntualizza sulla conseguente fuga dei docenti, "E' una fuga obbligata"; poi, non si realizza la stabilità degli insegnanti per un quinquennio obbligandoli a concorrere per il Nord". 

"Scuola a due velocità. La fuga dei docenti penalizza il meridione" (Nuovo Quotidiano di Lecce" - 13FEB2019 / pp. 2-3)

 

Ricorda la manifestazione unitaria di sabato scorso a Roma "per questa autonomia differenziata e perché nella legge di Bilancio il Mezzogiorno è completamente dimenticato. Ignorare 200mila persone che hanno manifestato in piazza San Giovanni elegantemente e in maniera più che dignitosa, ed evitare che un eventuale processo di riforma venga condiviso, sarebbe la cosa più grave.
Ascoltare, poi, il ministro dell’Istruzione che risolve tutto dicendo che al Sud ci dobbiamo impegnare di più, mi sembra che ciò vada contro il principio di unitarietà della Nazione".
Conclude "alla base di tutto ci deve essere condivisione tra le forze parlamentari e le parti sociali. L’autonomia non deve essere soltanto un atto di governo, altrimenti, così come è partorita adesso, corre il rischio di spezzare l’Italia in due".