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AUTONOMIA DIFFERENZIATA: NON E' DI QUESTO CHE IL PAESE HA BISOGNO

“L’Italia ha una sua identità culturale che la caratterizza nella sua unitarietà e indivisibilità" – sottolinea Roberto Calienno, segretario generale Cisl Scuola Puglia, in una sua nota inviata alla Stampa. “Identità che soltanto attraverso la formazione dei giovani, uguale per tutti, può essere mantenuta. Regionalizzare vuol dire contestualizzare dei percorsi a prescindere da quello che succede in un’altra parte della Nazione. In questo modo viene meno quel principio di equità e di salvaguardia dell’unitarietà sancito costituzionalmente”.

Calienno precisa “La legge attuale sull’autonomia scolastica vigente prevede già spazi di flessibilità e di autonomia regionale, ovvero delle curvature rispetto alla mission del territorio, ai fabbisogni del mondo del lavoro. Però una cosa è una curvatura, altro discorso è partire in maniera diversa e ipotizzare un percorso che vede i futuri docenti e i futuri dirigenti dipendenti delle Regioni con possibili differenze in termini stipendiali. Dal nostro punto di vista questa autonomia differenziata pone più che altro rischi e meno opportunità”.

Non ha bisogno di questo l’Italia, non ha bisogno di questo il Paese che la nostra Costituzione sancisce unito e indivisibile, con fondamenti indissolubili quali l’Istruzione uguale per tutti i giovani, la Sanità, i diritti dei cittadini.

Questi convincimenti sono stati oggetto della manifestazione civile e democratica dello scorso 9 febbraio a Roma alla quale hanno partecipato 200mila persone. Continueremo a sostenerli.

A Roma, il  20 febbraio prossimo, Seminario Cisl Scuola su "Autonomia differenziata e Istruzione".

- Il Comunicato stampa

 

“L’Italia ha una sua identità culturale che la caratterizza nella sua unitarietà e indivisibilità – sottolinea Roberto Calienno, segretario generale Cisl Scuola Puglia. “Identità che soltanto attraverso la formazione dei giovani, uguale per tutti, può essere mantenuta. Regionalizzare vuol dire contestualizzare dei percorsi a prescindere da quello che succede in un’altra parte della Nazione. In questo modo viene meno quel principio di equità e di salvaguardia dell’unitarietà sancito costituzionalmente”.

Calienno precisa “La legge attuale sull’autonomia scolastica vigente prevede già spazi di flessibilità e di autonomia regionale, ovvero delle curvature rispetto alla mission del territorio, ai fabbisogni del mondo del lavoro. Però una cosa è una curvatura, altro discorso è partire in maniera diversa e ipotizzare un percorso che vede i futuri docenti e i futuri dirigenti dipendenti delle Regioni con possibili differenze in termini stipendiali. Dal nostro punto di vista questa autonomia differenziata pone più che altro rischi e meno opportunità”.

Non ha bisogno di questo l’Italia, non ha bisogno di questo il Paese che la nostra Costituzione sancisce unito e indivisibile, con fondamenti indissolubili quali l’Istruzione uguale per tutti i giovani, la Sanità, i diritti dei cittadini.

Questi convincimenti sono stati oggetto della manifestazione civile e democratica dello scorso 9 febbraio a Roma alla quale hanno partecipato 200mila persone.

Continueremo a sostenerli.