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QUOTA 100 - SCUOLA PUGLIA: IN USCITA OLTRE 3MILA INSEGNANTI

“L’aumento dei carichi di lavoro, cresciuti negli ultimi anni, e la possibilità di dover rimanere a scuola fino a 67 anni, invogliano i lavoratori a far domanda di pensione; il che è assolutamente legittimo”.
È quanto Roberto Calienno precisa in merito a Quota100 – l’opzione di far domanda per andare in pensione per chi ha 62 anni d’età e 38 di contributi - nella recente intervista rilasciata a “Il Nuovo Quotidiano” (edizione del 24 febbraio 2019).
Il segretario regionale della Cisl Scuola Puglia aggiunge “A pochi giorni dalla chiusura della scadenza (28 febbraio prossimo) le domande presentate all’Inps da professori e personale amministrativo scolastico sarebbero poco più di 8500. Secondo recenti stime, a settembre la scuola italiana potrebbe così trovarsi con circa 40mila lavoratori in meno se alle domande con Quota100 vengono aggiunte le 27 mila presentate entro lo scorso 12 dicembre per poter andare a riposo. In Puglia il dato previsionale oscilla tra i 3500 e i 4000 insegnanti".
“Numeri per quest’anno molto alti” – chiarisce Calienno. “La previsione che noi facciamo per la Puglia è sull’ordine dei 3500 pensionamenti nel settore scuola, in tutti gli ordini".

- RS - "Quota 100, fuga dalla scuola di 3mila insegnanti pugliesi" - "Il Nuovo Quotidiano di Puglia" / 24 FEB 2019

Due gli aspetti in particolare da commentare per Calienno,Il primo è che si tratta di una finestra che dovrebbe
avere una durata triennale ma che non si sa quanto durerà. E quindi se non si approfitta adesso bisognerebbe attendere i 67 anni. Il che vuol dire che per alcuni ordini di scuola, penso alla primaria che non è neanche riconosciuta come lavoro usurante, diventa un discorso complicato. La seconda questione riguarda invece la complessità del lavoro. L’aumento di carichi di lavoro, cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni. Queste due componenti insieme, la difficoltà del lavoro nella scuola e la possibilità, non approfittando della finestra Q100, di dover rimanere fino a 67 anni, invogliano i lavoratori a far domanda di pensione. Il che è assolutamente legittimo”.
Poi, il segretario regionale conclude “il valore sociale della scuola non è lo stesso di prima" e che "l’insegnamento è cambiato radicalmente nel corso degli anni, quindi ci si trova a volte in condizioni di dover fronteggiare un’opinione pubblica e un contesto sociale che troppo spesso di recente è sfociato in aggressioni”.