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L'ISTRUZIONE NON VA REGIONALIZZATA

“L’istruzione deve rimanere un sistema nazionale e non crediamo che i problemi si risolvano con il passaggio di competenze alle singole regioni, nè che docenti e personale amministrativo possano essere pagati diversamente in base a dove essi lavorIno. Temi come salario, diritto all’istruzione e stabilizzazione dei precari, riguardano l’Italia intera”.

Così, con chiarezza, stamane a Bari presso il Liceo “Salvemini” i segretari generali regionali dei sindacati del comparto Istruzione e Ricerca alle centinaia di RSU e delegati scuola giunti nel capoluogo regionale dalle diverse province pugliesi. 

 

Dai numerosi interventi, dei segretari generali - Menga, Calienno, Verga, De Bernardo, Capacchione – e delle tante RSU intervenute netta e chiara è emersa la consapevolezza che regionalizzare la scuola pubblica significa, in sintesi, introdurre Integrazioni salariali differenziate regionalmente; indebolire il contratto nazionale dei lavoratori della scuola; eliminare l’autonomia scolastica e consegnarla alla volontà politica regionale; regionalizzare gli organici per assumere i docenti con regole variabili da regione a regione; regionalizzare la dirigenza scolastica; regionalizzare i fondi regionali per l’edilizia scolastica; consentire che nascano istituti e studenti di serie A e di serie B in relazione alla ricchezza delle Regioni; avere 20 sistemi scolastici, uno per ogni regione; sottomettere le scuole alle scelte politiche ed economiche di ogni singolo Consiglio regionale.

I sindacati, e il mondo dell’associazionismo pugliese, chiamano alla mobilitazione il mondo della scuola, dell’università e della società civile per fermare un disegno politico disgregatore dell’unità e della coesione sociale del Paese: la scuola della Repubblica, che esprime l’interesse generale del Paese, deve continuare a essere a carico della fiscalità generale nazionale.

Venerdì 17 maggio il comparto “Istruzione e Ricerca” si ferma per uno sciopero unitario nazionale visto che il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti non ha dato risposte esaustive in merito alla nostra piattaforma unitaria a cominciare dalle risorse.

Avviata anche una raccolta di firme nelle scuole e nelle piazze, cominciando con un banchetto sabato 13 marzo alle ore 17 in corso Vittorio Emanuele a Bari, affinché il comparto “Istruzione e Ricerca” venga escluso da ogni tentativo di regionalizzazione.

- Il comunicato unitario FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL E GILDA UNAMS